Quali domande si possono fare a un cartomante?
di Redazione
06/02/2026
C’è chi si approccia al mondo della cartomanzia un po’ scettico e chi, invece, lo fa consapevole di quanto questa disciplina, pur non avendo finalità curativa, possa comunque aiutare a guardarsi dentro con più chiarezza: in tutti i casi, è normale chiedersi, soprattutto se si è agli inizi del proprio percorso, che domande fare al cartomante.
Premessa doverosa: come già accennato, il cartomante non è un professionista sanitario e neppure un medico. Interrogarlo in merito alla guarigione da una malattia o alla terapia farmacologica da seguire è un grave errore.
Se ci si trova in uno stato di sconforto emotivo tale da pensare di porre queste domande durante un consulto di cartomanzia, è bene contattare il prima possibile uno psicoterapeuta.
Consulto di cartomanzia: le domande giuste
Le carte hanno una forte valenza simbolica e, quando le si consulta, è sempre utile approcciarsi alla cosa partendo dalla propria responsabilità. Se si pongono domande non considerando il ruolo che le scelte personali hanno nella quotidianità, si rischia di rimanere delusi.
Un esempio su tutti? Il classico interrogativo “Quando troverò l’amore?”. Davanti a certe carte, può capitare di sentirsi profondamente delusi. Questo accade perché si delegano le cose a uno strumento esterno.
Riformulando la domanda e chiedendosi cosa si può fare per iniziare una relazione appagante le cose cambiano e, davanti a certi simboli, si possono trarre ispirazioni relativamente agli atteggiamenti da adottare per migliorare la propria vita.
Interpretazione di simboli
Un’altra categoria di domande che si possono porre ai cartomanti riguarda l’interpretazione di simboli con i quali, al di là dei consulti, abbiamo a che fare ogni giorno.
Un caso su tutti? Quello delle ore doppie, dinnanzi alle quali, molto spesso, la prima reazione è un sorriso per via della situazione insolita.
Secondo gli esperti di numerologia, una disciplina che affonda le sue radici ai tempi di Babilonia, la loro visione non è affatto un caso e un cartomante può aiutare ad approfondire il quadro (per iniziare a capire qualcosa di più, trovi il significato delle ore doppie spiegato qui).
Atteggiamento positivo sempre
Quando si parla di tipologie di domande da porre ai cartomanti durante i consulti – si consiglia sempre di rivolgersi a consulenti che lavorano per siti affidabili, associati a una Partita IVA e con metodi di pagamento tracciabili e legali - è bene citare anche quelle basate su un atteggiamento positivo e non disfattista.
Se si sta attraversando un momento complesso riguardo ad aspetti come il lavoro o lo studio, è bene evitare domande come “Perché durante la giornata mi distraggo sempre?”.
Ancora una volta, il focus giusto è sulla responsabilità personale, sul cercare di capire cosa si può fare per migliorare la situazione.
I consulti delle carte forniscono risultati non scientifici, ma le domande aiutano indubbiamente a dare una svolta alla qualità del proprio dialogo interno, con tutti i vantaggi del caso sull’umore e sull’autoconsapevolezza.
Le domande migliori? Quelle aperte
Un altro suggerimento da fare proprio per porre ai cartomanti domande di qualità riguarda il fatto di formularle aperte.
Evita quelle che iniziano con “Perché” e cerca di puntare su interrogativi che, invece, partono con parole come “Dove” e “Come”, sempre mettendo al centro di tutto la responsabilità personale.
Come prepararsi al meglio al consulto
Per prepararsi al meglio ai consulti di cartomanzia è necessario, come già accennato, avere un atteggiamento lucido e ricordarsi che non è mai salutare ossessionarsi con una situazione o una persona.
Essenziale, invece, è adottare un atteggiamento all’insegna del relax e dell’apertura al nuovo, ricordandosi che si è prossimi ad avere a che fare con uno strumento che aiuta a migliorare la conoscenza di se stessi, obiettivo prezioso in una società che non contribuisce affatto all’introspezione.
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